• Dario Dee

45 giorni...

Aggiornato il: apr 15

Caro Deeario,


sono tanti, chiuso in casa, vivendo nell'attesa che prima o poi tutto questo finirà. Prima o poi... dovremo abituarci a convivere con questo virus almeno fino a quando non sarà pronto un vaccino, questo è certo. La medicina galoppa e ogni giorno si accende una speranza in più ma probabilmente non ne avremo uno prima di un anno. Questo significa che piano piano tutte le attività riapriranno, ritorneremo a lavoro rispettando il distanziamento sociale e con addosso la paura che il contagio possa riesplodere. Solo qualche giorno fa Pasquetta, guarda caso il Sole splendeva su tutta l'Italia (forse non è l'accanimento della Natura su noi umani, ma sicuramente l'effetto dell'inquinamento ai minimi storici? Tra l'altro pare che il buco dell'Ozono si stia richiudendo!), mai avremmo pensato di trascorrere un giorno di festa così. L'anomalia non sta nel fatto di dovere restare a casa, in giro ogni angolo di strada pattugliato dalle forze dell'ordine. Molti sono stati costretti a trascorrere la Pasqua in solitudine, altri a lavoro negli ospedali, altri ancora con il cuore pesante segnato da una perdita improvvisa. Il lockdown, così lo chiamano, continuerà fino al 3 Maggio, da ieri molte altre aziende potranno tornare a produrre ma solo se sarà garantita la Salute dei dipendenti. La scuola non riaprirà, gli esami verranno sostenuti in rete e con nuove formule... si pensa già come verrà gestita la riapertura di Settembre.

Il turismo italiano soffre e si spera si possa almeno recuperare la stagione estiva. Ma troppe famiglie sono state colpite dalla mancanza di lavoro, da una cassa integrazione; chi potrà permettersi di andare in vacanza ad Agosto?

L'Europa non è stata di grande aiuto, la diplomazia per qualche giorno si è fatta da parte e ha lasciato il posto a battute aspre, gli italiani non stanno apprezzando. La "contrattazione" è in corso, ci riferisce il Governo. E' crisi europea e chissà come ne usciremo, se uniti o separati. Non riesco ad immaginare l'Italia fuori dall'Europa, il mio orgoglio nazionale  freme, ma in un sistema economico globale dominato dalle grandi potenze, cosa possono i piccoli Stati europei da soli?

Io continuo a studiare, la tesi è sempre più vicina e sempre più complessa da gestire visto che le biblioteche sono tutte chiuse. Continuo a lavorare a distanza con i miei cori, ci teniamo impegnati così da pensare a qualcosa di leggero e divertente. Scrivo nuove canzoni e registro cover così da riempire queste giornate. A volte sono triste, anche il mio spiccato ottimismo cede ad un rassegnato pessimismo. Ci risolleveremo ma a quale costo? Forse mi sbaglio e basta, l'entusiasmo delle persone riesce a smuovere le montagne e sarà una nuova rinascita, forse questa Pasqua ha un senso più pragmatico ed attuale, più di quanto lo sia stato negli scorsi anni... decenni. Non è un momento difficile come tanti altri, un paese che blocca tutta la produzione per venti giorni rende l'idea? Si che la rendono. Aspettiamo solo l'ok per ripartire, saremo attenti e più forti del virus: ora siamo pari dopo un primo tempo sofferente, ma questa partita la vinciamo noi e probabilmente non durante i minuti di recupero. 


Andrà tutto bene.

Dario



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